Superbrain: Riepilogo prima puntata

by Vincenzo Palmisano / 28 Dicembre 2013 / No Comments

Shih-Tzu, serie di numeri a nove cifre e scene del delitto. La prima puntata di Superbrain ha offerto questo e molto altro ai 4,3 milioni di telespettatori che ne hanno seguito l’esordio in prima serata su Rai 1 lo scorso sabato. Le Super-menti in gara si sono cimentate con prove molto impegnative e d’effetto: il primo ad aprire le danze è stato Franco Gengotti, che ha proposto una versione evoluta e molto più complessa del classico “trova le differenze”, individuando l’unico tassello di colore diverso tra due pannelli formati da più di 31000 cubi di Rubik. La trasmissione condotta dalla frizzante Paola Perego è andata avanti a ritmi serrati, tra esercizi di calcolo, sketch e le spiegazioni medico-scientifiche del neurologo Marcello Marchetti.

Rimanere impassibili dinanzi a cotanta abilità è davvero difficile, e non solo a causa della complessità degli esercizi in sé: tutti i concorrenti che si sono cimentati brillantemente in prove di memorizzazione hanno stupito anche grazie alla velocità con la quale hanno carpito e poi richiamato le informazioni. Manuel Boscarelli, detto anche “Masterdetective” ha avuto a disposizione pochissimi secondi per osservare delle scenografie rappresentanti il luogo di un delitto, perfettamente identiche tra loro se non per qualche piccolo elemento. Con sorprendente velocità Manuel ha individuato dieci dettagli che differenziavano le due stanze, dal colore di un mappamondo al numero raffigurato sul calendario, ricordando tra l’altro anche la posizione degli oggetti.

Guardando simili performance verrebbe da porsi un’amletica domanda: c’è un trucco? È tutta pura suggestione, come nello sketch che ha visto protagonisti la valletta Antonella Elia e un prestigiatore, o esiste la possibilità scientifica di compiere questi esercizi?  I concorrenti sono molto abili e preparati, e oltre a possedere grandi potenzialità sono anche in grado di gestire lo stress fisico e psicologico, ma la suggestione in realtà c’è: il pubblico è indotto a credere che si tratti di “superpoteri naturali” piuttosto che dell’eccellente applicazione di una buona tecnica. Quelli che agli occhi di alcune persone rappresentano dei doni di Madre Natura sono, molto spesso, il risultato di straordinaria perseveranza, determinazione, voglia di mettersi in gioco e costanza: tutte qualità che ognuno di noi ha la possibilità di coltivare ed applicare ogni giorno, e che con l’ausilio di una buona strategia consentono di raggiungere traguardi importanti e senza dubbio molto soddisfacenti.

Nonostante si sia affascinati dalla memorizzazione rapida di 36 targhe o di 23 coppie di cane-padrone riesce tuttavia difficile scrollarsi di dosso lo scetticismo che aleggia attorno alle tecniche che permettono di ottenere questi risultati: talora è preferibile credere di non essere semplicemente in grado di fare qualcosa, piuttosto che riconoscere di non darsi molto da fare nel provarci.

Le strategie messe a punto per leggere più velocemente, memorizzare e ricordare centinaia di dati in poco tempo e sotto stress sono ormai una realtà consolidata in Italia da ben trent’anni, sebbene sia ancora presente una certa ritrosia ad approcciarvisi. Tutto mentre, dall’altra parte dell’oceano, i nostri “cugini” americani frequentano corsi di “Reading and Study Strategy” presso la prestigiosa Università di Harvard…

Supereroi dunque? Possiamo concludere che senza dubbio queste Superbrain lo siano, perché possiedono tutte quelle qualità che fanno di un supereroe una persona straordinaria, in grado di distinguersi dalle altre: coraggio, impiego delle proprie abilità, tanta motivazione e la determinazione necessaria a non mollare mai.

 

 

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