FORSE NON ARRIVERAI ALLA FINE DI QUESTO ARTICOLO…

by Vincenzo Palmisano / 21 Luglio 2014 / No Comments

Se hai aperto questo post è perché, probabilmente, l’hai interpretato come una sfida personale.
D’altro canto le cose difficili spesso ci piacciono proprio per questo motivo!

Non ci credi?
Se esistesse un modo per frequentare un corso di studi che adori… Senza ritardi né costi elevati, con un tutor che ti segue individualmente… Probabilmente ti iscriveresti subito a questa Università!

Ho una notizia da darti: questa Università esiste, e può vantare già moltissimi laureati e oltre 40mila iscritti!
Si tratta delle università telematiche, una realtà già consolidata in Italia da qualche anno e gettonatissima tra coloro che vogliono conciliare lo studio con impegni di natura professionale e personale.

Purtroppo non tutti vedono questa innovazione di buon occhio: molti scettici si domandano se le ottime performance raggiunte non siano indice di qualità mediocre… Ma se invece le riconducessimo ai servizi succitati, come la cura del cliente, la personalizzazione del servizio e l’attenzione alle esigenze individuali?

Non voglio tessere le lodi delle università telematiche, poiché come in tutto bisogna anche saper scegliere. Ma facciamo un altro esempio: se ti dicessi che esiste un metodo per memorizzare qualunque informazione semplicemente ascoltandola, con una qualità impeccabile e rapidità del ricordo, penseresti che si tratti di un metodo mediocre o eccellente? (Se hai frequentato Peak Performance sai che è possibile).
Insomma, davanti a qualcosa di fantastico, desiderabile e stimolante abbiamo due possibilità:
– Credere che sia una fregatura, e qui si sprecano frasi del tipo “Sono tutte ca***te!”, “Ci deve essere qualcosa sotto”, “Non si fa mai niente per niente”, “Senza sacrifici non si ottengono risultati”…
– Credere che sia qualcosa di promettente, magari da provare. Possiamo dirci “Sembra interessante e potrebbe essermi utile, io ci provo, male che vada posso sempre tornare alla mia vecchia idea”.

Spesso ci diciamo “E’ troppo bello per essere vero”, e questo non è che il risultato di abitudini e credenze che abbiamo creato nella nostra vita.
Ma non tutti la pensano così: ad Harvard ogni studente può frequentare un corso sulle tecniche di apprendimento rapido dai tempi di J.F. Kennedy, e perfino il loro sito web mette a disposizione del materiale scaricabile sull’argomento.

Cosa possiamo imparare dai nostri colleghi statunitensi?
Uno spunto ce lo dà la giornalista italiana Silvia Carluccio, americana d’adozione: “In America “diverso” è migliore,  un esempio da seguire, che ti sprona ad essere migliore e a lavorare meglio!”

Diverso“, così come “facile”, può essere sinonimo di migliore!

Scegliere di semplificare potrebbe davvero essere la scelta in grado di cambiarci la vita… E se non siamo soddisfatti possiamo sempre tornare a complicarcela, o colmare la nostra sete di sfida con rompicapi ben più piacevoli, dal Sudoku al Cubo di Rubik! 😀