QUANDO I RICORDI FANNO “SWISH”!

by Vincenzo Palmisano / 22 Maggio 2014 / No Comments

Se esistesse una macchina per eliminare i brutti ricordi di sicuro tutti saremmo tentati di provarla anche solo una volta. Dimenticare qualcosa di spiacevole è nell’immaginario collettivo una soluzione molto efficace per allontanare delle emozioni negative legate ad un evento passato…
Eppure uno studio statunitense degli ultimi anni smentirebbe questa credenza popolare.

Il team diretto dal dottor Justin Feinstein ha sottoposto alcuni spezzoni cinematografici particolarmente “strappalacrime” ad un gruppo di volontari, tra cui alcune persone affette da amnesia.
Al termine dell’esperimento, gli amnesici hanno presentato più difficoltà rispetto ai sani nel metabolizzare la tristezza. Secondo Feinstein riflettere sulle emozioni negative ci aiuta a “digerirle”, dunque il non ricordare non pregiudica la nostra sofferenza: al contrario, ci fa stare peggio!

Da studi condotti sull’amnesia è poi emerso che non ricordare influenza la capacità di immaginare il futuro: per gli amnesici fare una pianificazione o perfino visualizzare una situazione ordinaria, come una passeggiata in un museo, risultano esercizi molto impegnativi. L’ippocampo infatti, la zona che controlla le nostre capacità mnemoniche e cognitive, ha l’importante ruolo di aiutarci ad immaginare.

Senza passato, insomma, non ci può essere futuro. Eppure spesso dei ricordi traumatici hanno la capacità di minare nel profondo la nostra serenità: le radici del passato, in questi casi, rappresentano un ostacolo allo sviluppo del fusto e della chioma, che metaforicamente rappresentano il presente e il futuro di ciascuno di noi.

La soluzione esiste, ma non sta nel cancellare i ricordi grazie a pillole o a macchine futuristiche: si tratta di due esercizi creati nell’ambito della P.N.L., l’ “Elastico” e lo “Swish”, grazie ai quali si possono cambiare le percezioni che abbiamo “agganciato” ad un determinato evento. La rabbia, il rancore, la paura e la frustrazione possono essere esorcizzati e trasformati in semplice, pura e importante consapevolezza.
In questo modo è possibile conservare anche le esperienze più spiacevoli, come traumi o forti dolori, privandoli però del potere di farci soffrire o spaventarci: si tratta, altre parole, di conservare la parte migliore e più produttiva dei nostri ricordi.
Non è necessario dunque aspettare la creazione della macchina del tempo o della famigerata “pillola blu” del film Matrix

Sono sufficienti pochi, rilassanti e divertenti minuti nella magica “macchina” della P.N.L.!