NON APRIRE QUESTO ARTICOLO SE TI ACCONTENTI DEL 9

by Vincenzo Palmisano / 28 Aprile 2015 / No Comments

Il mio 10 alle Olimpiadi del 1976? Diciamo che non era un vero 10.

È il luglio 1976. Alle Olimpiadi di Montreal, una gracile ragazzina di appena quindici anni si presenta a testa alta sul tappeto nella disciplina simbolo di eccellenza: la ginnastica artistica.
Davanti a lei, due parallele asimmetriche. La più alta supera abbondantemente i due metri.

Quella ragazzina si chiama Nadia Comaneci, e probabilmente avrai visto anche tu la sua Peak Performance più famosa.
Per la prima volta nella storia della ginnastica, un’atleta totalizzò un 10 da tutti i giudici presenti, arrivando a quello che fu chiamato “Perfect Ten”, il dieci perfetto.

“Sul tabellone non è apparso un 10.0, ma un 1.00, perché non c’erano abbastanza led. Dissero che non c’era alcuna possibilità che qualche ragazza realizzasse la perfezione, e allora non prepararono le quattro cifre sul tabellone. Così io il mio 10 non l’ho mai visto” ha detto ridendo Nadia ad un’intervista di qualche anno fa.

Quel 10 ha cambiato per sempre le Olimpiadi, la ginnastica e il mondo dello sport.
È stata la prova che tutto è possibile.
Che i limiti sono fatti per essere superati.

Quando ho letto la storia di Nadia Comaneci mi sono domandato che cosa avesse fatto per battere un simile record.
Nel 1976 era una piccola ragazzina di quindici anni, cresciuta in Romania durante la Guerra Fredda.
Nessuno avrebbe mai detto, guardandola, quanto avrebbe fatto la differenza.
Ho capito veramente quale fosse la ricetta del suo successo ascoltando le sue interviste.

Ci sono quattro cose fondamentali che Nadia ci insegna e che possono rendere anche la nostra vita un Oro Perfetto:

1. CADI, TI RIALZI, RIPROVI

Io non sapevo niente sulle Olimpiadi: ho lavorato duramente perché mi piaceva
Quando ci chiedevano “Quante ore vi allenate al giorno?” dovevamo rispondere tre. Quando invece erano sei o sette. Ma questo è stato il segreto del nostro successo. In questo sport ripetere e provare è troppo importante. Infatti oggi tutti lavorano sei/sette ore al giorno!

Non avere mai paura di fare di più. Ciò che divide la normalità dall’eccellenza è quel minuto in più speso a provare.
Come dice una frase che amo molto, “Fai il miglio in più. Non è mai affollato”.

2. COGLIERE L’OPPORTUNITÀ

Mia mamma voleva trovarmi un’attività in cui spendere tutta la mia energia, prima che rompessi i mobili di casa! 
Non c’era molto per le ragazze nel mio paesino, ma sono stata fortunata: c’era una palestra e subito sono stata di felice di fare qualcosa che a casa non potevo fare!

Viviamo in un mondo che ci offre ormai molte possibilità, eppure siamo spesso focalizzati su ciò che non abbiamo.
Il campione è colui che fa sempre il meglio che può con gli strumenti che ha.
Stai già pensando a quale sarà la tua palestra? 😉

3. “MI PIACE” E “CONDIVIDI”

Promuovo ancora lo sport, e questo è il messaggio che voglio dare ai giovani: ABBIATE PASSIONE, IMPARATE OGNI GIORNO, COSTRUITE UN’ESPERIENZA E CONDIVIDETELA CON GLI ALTRI. 

La ginnastica è uno sport individuale, come molte altre attività. Ma questo non significa che queste non si possano condividere con gli altri.
Davanti alle tue parallele puoi essere solo, ma ciò che fa davvero la differenza è tutto ciò che ti è stato e ti sarà intorno prima, durante e dopo quel momento. Un ambiente vincente fa di una persona un vincente. 

4. E INFINE… KAIZEN!

Mi chiedono spesso cosa fare per partecipare a un’Olimpiade. In realtà è molto semplice: domani fai ancora meglio di quanto hai fatto oggi. Sii il miglior te stesso. 

Così realizzerai il tuo sogno.

I risultati di ieri possono essere buoni… Ma sono quelli di ieri.
Se quello che ieri era il tuo soffitto diventa il tuo pavimento di oggi, la tua personale Olimpiade sarà completamente alla tua portata. In una parola… Kaizen!

L’atteggiamento della “piccola” Nadia le ha permesso di raggiungere un traguardo sul quale nessuno avrebbe mai scommesso.
E mi piacerebbe lasciarti con una sua frase che ogni volta mi dà i brividi:

Io non scappo da una sfida che mi fa paura. Io le corro incontro, perché l’unico modo per sconfiggere la paura è calpestarla con i tuoi piedi.
Salta verso i tuoi sogni, e raggiungerai le stelle.