E’ TUTTA COLPA DEGLI INSEGNANTI, MA…

by Vincenzo Palmisano / 09 Settembre 2014 / No Comments

Difendere i figli: è un istinto che ogni genitore possiede, indipendentemente dall’età di questi ultimi.
E la protezione è giusta, fino a quando non si trasforma in un’arma a doppio taglio per i figli. Sempre più spesso i genitori prendono le parti della prole criticando gli insegnanti per voti “troppo bassi”.

“Sembra che ai genitori interessi più la promozione che un’educazione vera”, scrive Umberto Galimberti, in risposta alla lettera di un docente che denuncia la scarsa fiducia nei confronti degli insegnanti. “Per ottenerla, invece di stimolare i propri figli allo studio, preferiscono contestare gli insegnanti”. 

Ma quali sono gli effetti? Indubbiamente un abbassamento dello standard da parte dei ragazzi, che non risultano stimolati né dai genitori né dai docenti; ma anche, e questo appare anche più grave, un vero e proprio disorientamento.

La scuola rappresenta il secondo ambiente più frequentato dai giovani studenti, subito dopo la famiglia; l’insegnante viene visto come una guida, un’autorità, ma anche come una persona di cui fidarsi. Quando il genitore lo contesta, automaticamente i bambini perdono questa fiducia, si demotivano e si impegnano lo stretto indispensabile.

Questo si somma ad una sempre minore presenza di prove volte a testare le competenze degli studenti: abolite le prove finali di quinta elementare e terza media, la maturità è ormai il primo (e unico) modo che hanno di mettersi alla prova. “Non a caso siamo agli ultimi posti, non solo in Europa, quanto a competenze letterarie e scientifiche. Ma questo non sembra preoccupare i genitori a cui importa solo la promozione, il diploma, la laurea, a prescindere da quanta cultura è stata acquisita dai loro figli”

Come possono genitori e insegnanti fare il bene dei ragazzi, il futuro di domani? La risposta è quasi scontata: facendo squadra, lavorando insieme.
Collaborando come un vero e proprio team per dar loro stimoli, per spronarli dopo un brutto voto o una difficoltà momentanea.
Questo porta ad un aumento della motivazione, dell’impegno e dei risultati, facendo sì che gli studenti italiani realizzino peak performance come i propri colleghi stranieri e siano pronti a offrirsi al meglio dentro e fuori dal nostro Paese.

Tutto, sempre e comunque, nel bene dei figli.

I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita. […] Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti. L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.
Kahlil Gibran.