TRA QUALCHE ANNO… TI CANCELLO!

by Vincenzo Palmisano / 22 Maggio 2014 / No Comments

Trasferire i ricordi sul pc o cancellarli: fantascienza? Tra qualche decina d’anni sarà realtà: si stima che entro il 2025 sarà possibile realizzare un avatar per ciascuno di noi, e nel 2045 si potrà addirittura creare una copia del cervello umano su cui immagazzinare tutti i dati e le esperienze di vita.
Cosa potremo fare grazie a questo?
Potenziare di molto il nostro cervello e la nostra memoria, accumulando esperienze di altre persone, e anche cancellare degli eventi dolorosi. Alla stregua di Jim Carrey in “Se mi lasci, ti cancello”, sarà possibile eliminare il ricordo di una storia finita male che continua a farci soffrire, o anche eventi fortemente traumatici, come violenze o aggressioni.
Per i topolini tutto questo è già possibile: grazie alle iniezioni di alcuni inibitori sono addirittura guariti da una dipendenza da metamfetamina.
E di sicuro questa scoperta apre a scenari positivi: si pensi a chi, da bambino, ha subito delle violenze e fatica tutt’oggi ad avere una vita normale. Da un altro punto di vista si rischierebbe di fare tabula rasa anche di episodi che, tutto sommato, non sono poi così gravi: per un ragazzino non c’è niente di peggio che essere respinto dall’amichetta che gli piace, ma ogni adulto sa che questo in fin dei conti non gli rovinerà la vita!

Ma cosa cancello?
Spesso diciamo di voler dimenticare, ma cos’è che vorremmo realmente cancellare?
L’aspettativa? Le lacrime e la delusione che seguono? Spesso il desiderio di scordare è la semplice di voglia di andare avanti e tornare a sorridere.
Quello che si sottovaluta, quando si pensa alla falce dei ricordi, è il valore dell’errore: dopo una caduta ci sentiremmo più forti per esserci rialzati, dando fondo a tutte le nostre energie, o perché non ricordiamo perché siamo finiti sul pavimento? Certo, bisogna tirare fuori grinta e motivazione, ma una volta in piedi ci si sente dei veri eroi.

Cancellare spesso non è la soluzione, perché ci impedisce di imparare.
Se avessimo una gomma sempre a portata di mano, rischieremmo di perdere la vita provando cose che non ci interessano, eliminandole e ricominciando daccapo.

In un mondo così, chi avrebbe il coraggio di soffrire probabilmente sarebbe l’unico che riuscirebbe a produrre qualcosa di creativo: a ben vedere se ai tempi di Shakespeare o Dante fosse esistito uno strumento in grado di eliminare i ricordi, non avremmo delle pietre miliari della letteratura… E che dire del cinema o della musica?
Spesso dimentichiamo che il dolore è un’emozione, e in quanto tale stimola il processo creativo: grandi opere hanno ad oggetto storie tristi, relazioni finite male, il desiderio di ricominciare, la voglia di dare una seconda possibilità: anche dall’evento peggiore può nascere qualcosa di bello!

Del resto, come scriveva Jean Paul…
“Il ricordo è l’unico Paradiso dal quale non possiamo venir cacciati”.

L’importante non è dimenticare, ma abbandonare la rabbia, il rancore e la paura che spesso molti ricordi portano con sé… Ma si possono tenere i ricordi cambiando le percezioni che abbiamo legato ad essi? A quanto pare è più che possibile… E’ già realtà!